sabato 7 luglio 2007

David Pierini - POESIE D'AMORE

.
INTRODUZIONE

Questa raccolta di poesie d'amore è la storia di un lento avvicinamento alla parola di Dio attraverso "la via più rovinosa" quella degli inciampi e delle trappole della vita, delle esplosioni laceranti delle passioni.

Un canto di addio disincantato e sereno ai "miasmes morbides" di quaggiù di cui ancora l'eco ritorna nell'anima.

Un passo dopo l'altro, amarezza delle ricadute alternata alla felicità per un Amico ritrovato, esitazioni sulla soglia del tempio del Signore, come "un mendico incapace di arricchire".

Per Pierini si può ripetere quanto Victor Hugo scrisse nella prefazione delle sue immortali Contemplations: "Je vous parle de vous", racconto le vostre pene, uomini, l'angoscia e la gioia della vostra vita, parlandovi di me.

E questa confessione è spietatamente lucida; Pierini non nasconde nulla, non cerca scuse per un passato "in balìa di mille demoni".

Raramente ci è capitato di leggere pagine di una sincerità spudoratamente senza veli, risultato della riconquista del candore che non distrugge, ma attenua e scioglie i nodi aspri del rimorso.

Non ci dispiace fermarci qui per lasciare al lettore il piacere di scoprire da solo una voce poetica capace di scuotere le coscienze sopite.


Lino Palanca



PROLOGO

Questo libro
narra il cammino di un'anima
dalle tenebre alla luce
dall'ignoranza alla sapienza
dall'inganno alla verità.





A Simone e Matteo

per la vita eterna


Ad Alessandra

per la purissima fiamma





1986 - 2011



INCAUTO GIOCO

Incauto gioco innocente...l’amore
che conficca la spina nel cuore
ancor prima che si riesca ad intuire
che giocando si può persino morire.



SEI STATA FULMINEA

Sei stata fulminea
come l’ispirazione
di una poesia esaltante,
l’unica poesia
che non ho saputo cogliere.

T’ho inseguita per lungo tempo
senza tregua né respiro
finché in preda allo sconforto
t’ho attesa...e ancor t’attendo
sul ciglio polveroso del sentiero.

Se un giorno questi versi
orfani e dispersi,
intimo rifugio
in cui l’anima ho esiliato,
ti capitassero per caso fra le mani
sappi che sono tuoi.

Chiunque tu sia.
Dovunque tu sia.



SE TI SAPESSI

Se ti sapessi nel vento
oserei respirati
ed al levarsi dell’indignazione
dietro ad un sospiro
mi nasconderei.

Se nel mare ti dissolvessi
come puro distillato
ti sorseggerei.

Se in una terra impervia e ostile
ti scoprissi confinata
zolla dopo zolla
con questa ferrea ostinazione
ti disseppellirei.

Se ti sopravvivessi
solo per un istante
lo farei.



DEVO FARE PIANO

Devo fare piano
nell’accostarmi al suo viso,
quel viso che la mia poesia
ha reso un tempio di perfezione.

Sia prudente il mio passo
ed attento il mio sguardo,
che io non ceda alla bramosia
di sfatare quel prodigio,
che io conservi la freddezza
per non sciupare quell’illusione.

Siate caute mie dita
nello sfiorare quelle gote
e non appena estasiate
da un’impercettibile sensazione
ritraetevi atterrite
come se foste complici
di una profanazione.



TROPPO LUNGA

Troppo lunga questa vita
per sembrare una sola,
troppo breve
per sentirla vissuta,
troppo rossa
per scoprirla sbiadita,
troppo alta
per pensarla atterrata.

Da secoli errante
e con il solo privilegio di sognarsi
in sommessa agonia
ma troppo fiera per inginocchiarsi.

Nitida come un’impronta
di sangue sulla neve
timorosa d’incontrarsi
finge un sonno arcano e lieve.

A fatica conservata per te
in questo tepore d’autunno
io te la offro.



SIGNORE

Signore
oggi ho compreso che la preghiera
non è una meccanica ripetizione
non è una supplica
e neppure una sottile arte
di chiedere per ottenere.

Ma è un colloquio fra innamorati
smaniosi d'aprirsi infinite volte
a promesse sempre nuove...
consci che non può bastare l'universo
a contenere il loro sacramento.

Un colloquio d'amore
fra Te e me, mio Signore,
nel quale al mio inno alla vita
rispondi con mille premure.

Oggi finalmente tutte chiare,
oggi che il mio cuore innamorato
è capace di sentire.



SE LE ROVENTI

Se le roventi parole d'amore
che il mio cuore ti forgia
riuscissero a toccarti...

plasmeresti la tua anima
a misura della mia.



DESIDERIO IRRINUNCIABILE

Desiderio irrinunciabile di te
che lo stillicidio di giorni sempre uguali
non demorde.

Brama di saziarmi solo di te
che in nessun’altra oasi
di confortarsi vuol sapere.

Incalcolabile energia che si sprigiona
e che ogni volta in sé ripiega
ma mai si doma.

Feroce voluttà di cancellarti,
agonizzante febbre
che si alimenta nell’immaginarti.

Chissà se l’impatto con la morte
mi troverà ancora così:
vanamente proteso.



CARA PICCOLA DOLCE

Cara piccola dolce bambina
che tenerezza mi facesti
quando giunse il momento di lasciarci
così minuta, sola, insicura,
fissasti i miei occhi velati
con i tuoi occhi velati
chiedendo perché, perché?

E che struggente desiderio di fermarti
di fermare il mondo
ed anche la mia vita
mi sanguinò sul cuore,
che insopprimibile senso di nausea
mi salì al cervello
pensando al domani senza di te.

Cara piccola dolce bambina
quella notte pregai e pregai per te
chino di fronte al mare infinito
sotto un firmamento incantato e muto.

Chiesi a una stella lontana ad est
di vegliare il tuo sonno
ed alla luna di riflettere
la luce del mio sguardo sui tuoi passi
per guidarti nel cammino.



QUESTI GIORNI

Questi giorni di febbrile attesa,
queste ore di vigile agonia,
questi attimi di palpabile delirio.

Queste notti insonni
trascorse a vegliare il tuo ricordo,
la tua devastante bellezza,
le mie poesie.

Questi squarci di graffiante desiderio
nell’inestricabile rete che ci avvolge.

Questa congiura di rimpianti.

E quest’orda di spettri
che stremata dal tuo silenzio
minaccia d’insorgere.



TI COLSI

Ti colsi
nell’attimo in cui l’anima
fu rapita dal più autentico sospiro,
sentii il tuo cuore
abbandonarsi sulle mie miserie,
udii stentate sillabe
affaticarsi su labbra innamorate,
ascoltai l’angoscia gemere
nel cupo pianto che non dilaga
mentre un’euforia di piombo
allo spento allontanarsi dei tuoi passi
quasi mi calpestava.

Da allora vivo di tormento
al pensiero che smarrita
e alla resa per l’affanno
possa esserti donata
al primo incredulo passante
soffocando l’eco
di quelle struggenti melodie
per un decoroso canto.



CHE COLPA HAI TU

Che colpa hai tu bambina
se fosti abbandonata da tua madre
e se la fede nella vita,
intimorita dal tuo avvicinarsi,
fu capace d'abbandonarla
non appena venisti alla luce.

Che colpa hai tu bambina
se ti raccolse una città impassibile
dalle chiese lucide, tintinnanti e inospitali
dove il seme dell'amore cristiano
giaceva sepolto
in lussuose teche.

Che colpa hai tu bambina
se un padre con ambizioni da profeta
ed in pugno la ferrea legge
d'un Antico Testamento
vollle importi un credo di paura
dominando fino all'ultima tua fibra.

Che colpa hai tu bambina
se smarrita dalla passione che ci sconvolse
dimenticasti la carità d'un gesto
abbandonando ad un penoso calvario
chi da quel giorno scelse di amarti
più di sé stesso.



SOLO IERI

Solo ieri
avrei voluto morire
accecato dal pensiero
della distanza che ci separa.

Poi mi sono raccolto
in una solitudine impenetrabile
ed ho sentito rinascere
il desiderio della preghiera.

Ora so
quale profondità ci lega.



SULLO SFONDO

Sullo sfondo
d'un cielo irrequieto
un alito di vento
invita le foglie al primo canto.

Il sole pigramente si solleva
mentre il mare
ricomincia vanamente
a singhiozzare.

Uno scoglio
in quest'euforia
d'impercettibili fermenti
appare più che ancorato
ai speranzosi eventi.

La reliquia d'albero
sulla quale siedo
saggiamente tace
cullata da una beatitudine
di pace infinita.

Solo io
non do segni di vita.



FIAMMA

Anima reclusa e lontana
dimmi se quei bagliori d'innocenza
che danzavano giocosi sul tuo viso
liberando un incendio sublime
nel mio cuore riarso d'amore
sono ancora là?

O se le grida strozzate
di ribellioni a stento soffocate
hanno lacerato quel vivido candore
e spento eternamente
l'anelante rigogliosa fiamma.



ANCOR PIU’ GRAVE

Ancor più grave che perdere te
è stato perdere il mio amore per te.

E’ qualcosa di peggiore della morte
una guerra senza alcun nemico
un grido straziante senza voce.

E mi costringe ad una vita d’esilio
torturato da un feroce desiderio
di riprendere il volo.

Per scoprirmi
senza più ali da spiegare
né cieli per volare.



NON SAPRAI MAI

Non saprai mai
quale crudele tangente
imponesse la mio respiro
l'audacia del ricordo.

Non saprai mai
quale scia di veleno
ad ogni passo verso te
mi precedeva nel cammino.

Non saprai mai
come fu acre la rinuncia
a combattere e vincere
nel segno della mia passione.

Non saprai mai
quanto amai la vita
e quanto la vità mi amò
nell'istante in cui mi soffocò.

Non saprai mai
che col cuore oltre l'affanno
abbattei l'ultimo inganno
senza il sollievo d'uno schianto.



UOMO

Ovunque io guardi
non vedo che fumo.

E la cortina d'inganno
le rare volte che si dirada
non mi lascia intravedere
che un'immagine menzognera.



SEI GIUNTA A ME

Sei giunta a me
portata da soffici ali di farfalla
sorvolando ampi spazi di silenzi
attraverso invisibili sentieri.

Sei giunta a me timidamente
come timida sorge la luce
nelle gelide albe polari
timorosa di violare coi suoi raggi
distese di bianche solitudini.



TU MI SCEGLIESTI

Tu mi scegliesti un giorno
ma solo per un momento.
Riversasti in me tutto il tuo amore,
la tua pena,
la tua disperata voglia di vivere
poi te ne andasti e da allora
mai più ti rividi.

Io ti scelsi quel giorno
ti scelsi per l'eternità
e t'incoronai regina.
Anche se ti trattenni
per un solo istante
le tue semplici virtù
resero ogni promessa vana.

Che peccato che il tempo
sia stato tiranno con noi,
che peccato non ci abbia
concesso un altro incontro.
Piccola storia d'amore
potevi diventare più grande,
più ricca, più bella.

No, giusto così.
Il tempismo del destino
ti ha resa infinita.



SOLO QUANDO

Solo quando la mia anima
si libera e prende il mare
ho l'impressione di sfiorare un porto.



OGNI MOLECOLA

Ogni molecola della mia carne
che vibra d’incessante desiderio
vibra per te.

Ogni palpito che dal mio cuore
sale alla mia gola
per gioia o per paura
lo fa per te.

Ogni mio sguardo che si leva
in cerca di bellezza
cerca di te.

Speronami se puoi
affonderò per te,
trafiggimi se vuoi
morirò cantando,
ignorami...
vivrò del tuo ricordo.

Ma lacera quella parete
di sobria tenerezza
e mostra il tuo volto nudo,
liberami per sempre
dalla romantica illusione
che in te si sveli la perfezione.



SCRIVERE UNA POESIA

Scrivere una poesia
sul petalo d'un fiore,
abbracciarne lo stelo
per riscaldarsi il cuore.

Inseguire il tramonto
cavalcando una cicala,
dipingere il tuo volto
su una goccia di rugiada.

Queste e ben altre cose
si potrebbero inventare
se un manipolo di pazzi
non c'inducesse a ragionare.



INCONTRIAMOCI

Incontriamoci...
ma non per costruire qualcosa
per consumare l'attesa
per pattuire un'intesa.

Incontriamoci
solo un attimo.
Per risplendere.



SOLO TU

Solo tu,
esisti solo tu...

mediterranea e sconvolgente bellezza,
zingara dagli esotici richiami
che svisceri con i tuoi sguardi arcani
reconditi desideri millenari.

Solo il tuo concime alato
per seminare le mie zolle incolte
ricoperte da distese di papaveri
su cui spira un vento gelido di morte.

Solo le tue vette inviolate
per cercare di avvistare l'infinito
oltre le insidie di futili giornate
consumate ad arginare un tormento mai sopito.

Solo il tuo cuore in fiore
in cui scavare una preziosa alcova
per custodire questo immane sentimento
in attesa della nuova aurora.

Solo la tua fronte
da baciare come una terra promessa
riponendo ogni pretesa
fino al giorno in cui verrà concessa.

Solo la tua sapienza
per non rimpiangere un destino amaro,
solo la tua presenza
per incendiare un tramonto volontario.

Solo il tuo calore
per non cedere al novembre precoce
e per continuare a sperare
solo un raggio della tua luce.



IO VIVO COSI'

Io vivo così...
in trepida attesa.

Come se fossi sempre
sul punto di partire
con l'occhio attento
l'orecchio teso
il cuore in sommesso palpito.

Aspetto un segnale
per muovere il mio passo
verso l'infinito
sognando trionfalmente di varcare
impossibili frontiere.



ERANO SECOLI

Erano secoli
che non dicevo...ti amo!

Erano secoli
che non lo dicevo cogli occhi aperti,
le mani tese, le braccia spalancate...

erano secoli
che non lo dicevo
come una liberazione...

erano secoli
che non lo dicevo
con tanta abbondanza di poesia...

erano secoli
che non lo dicevo dal profondo
di un sentimento senza tempo...

erano secoli
che non lo dicevo con il cuore
inginocchiato al cospetto...

del tuo amore senza limiti.



SULLA PREDA

Sono un poeta
e non conosco la misura.

Come un toro armato
d'incontenibile furia
mi sono abbattuto su di te,
fiammeggiante visione,
e t'ho ridotta in versi
rea d'aver catturato
la mia sovrana passione.

Mi porta un vento di libertà
ed ogni volta mi spinge via
la certezza d'essermi donato
con tutta la mia poesia.



QUANDO GUARDO

Quando guardo davanti a me
ed immagino il cammino da percorrere
vedo una lunghissima strada diritta
senza il supporto di alcuna deviazione
o crocevia per poter svoltare
e neppure la traccia d'un sentiero sterrato
per poter scappare, anche se vigliaccamente.

Meglio sarebbe se la strada
fosse avvolta dal buio,
potrei sperare che presto arrivi il giorno
con i suoi colori a cacciare le tenebre
e con la luce risorga la speranza.

Meglio sarebbe se fossi cieco
e non vedessi la strada,
potrei sempre sperare di guarire
e con il nuovo dono scoprire cose sconosciute
ed essere felice soltanto di vedere.

Meglio sarebbe se la strada fosse interrotta
da una barriera insormontabile
anche se la barriera si chiamasse morte,
potrei sperare in una nuova vita per riprovare.

Ma ora che ho davanti agli occhi
questa lunga interminabile desolante strada,
questa snervante distesa dove lo sguardo si perde
ed anche la fantasia si spegne
ho la sensazione che questo mio cammino
non debba mai finire.



TRE SOSPIRI

Non so chi sei
non so da dove vieni
né dove vai
quando guardi il mare.

Sconosciuta
vibra di te
ogni fibra della mia passione!

Potessi in te
solo per un istante sconfinare
e per il resto dei miei giorni
cullare un unico supremo privilegio...
ricordare.



IMMENSO

Questo amore...
m'impedisce di vedere il sole
di accorgermi che il mondo gira
di sentire l'odore della terra.

Questo amore...
di ascoltare le liti degli uccelli
di avvertire la frustata del gelo
di guardare più in là del tuo viso.

Questo amore...
questo immenso amore
per te.



DAL GIORNO DEL CROLLO

Dal giorno del crollo
che dismise l'assetto interiore
tutte le emozioni mi giungono sopite,
come se il cuore
memore delle devastazioni
avesse eretto in sua difesa
una spessa coltre nevosa,
come se il cervello
per timore d'un nuovo schianto
si fosse avvolto in uno strato di cotone.

Tutte mi giungono spoglie, lontane
e mai più da allora ebbi il conforto
di piangere la gioia d'una lacrima.



ALCOVA

Nella regione più segreta del tuo cuore
c’è una preziosa alcova, nido d’amore,
immersa in un silenzio
dove naufraga ogni suono,
avvolta in un alone di mistero
dove s’infrangono miseramente
le velleità d’ogni uomo
e nel cui seno si cela
come in un’inespugnabile miniera
la parte di te più intima e più vera.

Dalle oscure fenditure di quegli occhi
filtra appena la parvenza d’un chiarore
che solo per un attimo un poeta
in un eccesso disperato può afferrare.

Cogliendo quella luce
mi ha assalito l’impulso
di fuggire via lontano, quasi ferito,
ma sarebbe stato ormai vano.

La tua grazia m’aveva baciato
con la pienezza del suo incanto
e da allora mi segue ovunque
come un docile tormento.



IMPOTENZA

Ogni mattina
col pensiero della morte
spingo il sole ad occidente
per indurlo a tramontare.

E se per caso
d'improvviso
il soffio della vita
mi sfiora...

fra le mie ansie
spira.



METEORA

Tornerò,
forse tornerò.

Il tempo ci ha concesso
solo il privilegio di un istante
per abbracciare la felicità
ma eravamo prigionieri,
il miracolo ha sfiorato
il nostro fianco
poi si è allontanato
lasciando appena il tempo
al nostro sguardo trasognato
di seguire la magica scia
di quell'incanto.

Tornerò,
forse tornerò.

Se la felicità
ancora una volta
ci spingerà per i suoi lidi
che non ci manchi il coraggio...
il coraggio d'esser vivi.



INTROSPEZIONE

Mi smaschero da solo
quando non sono in sintonia.

Un germe in me s'insinua
e piano piano cresce
finché non piega la menzogna.

Chi mi scruta da lontano
col mio armamentario di tormento
penserà che io sia un avvoltoio
che volteggia su un combattimento.

Condotto all'osso
da mille acrobazie
senza più alcun timore
mi arrendo alla verità
che mi divora con la sua brama.

E in un solo macigno ci poniamo
sul cammino di chi ci ama.



RICOMPENSA

Scrissi per te una poesia
e te la diedi
con l'intima speranza
di rubarti un sorriso.

Tenero germoglio
neppure un muscolo
tradì emozione
dall'incanto di quel viso.

Rotolando i secoli
risarciscono i profeti
ma nasce e muore
nella culla del cuore
il compenso dei poeti.



OGNI VOLTA

Ogni volta che un fiore
schiuderà i petali alla luce del sole
per coglierne il tepore
il mio pensiero tornerà a te
piccola dolce bambina
che attraversasti il mio cielo
con la violenza di un uragano.

E spero che anche tu
ogni volta che nel labirinto della vita
cercherai tenerezza e comprensione
tornerai a me con il pensiero
alla struggente passione ed al furore
di quell'estate consacrata a noi.

E il nostro amore
soffocato allora da mille mani
avide di morte
e costretto ad una siccità precoce
ritornerà a volare
ed unirà le nostre anime in un canto
esaltante come la vittoria,
doloroso come la rinuncia,
prezioso...
come il ricordo che ho di te.



REALTA'

Fra questa gente
che non si stanca mai
di far baldoria e recitare.

Con questo tempo
che non mi permea
e che ad ogni alba mi rinnova
una nausea universale.

Con questo cuore
capace soltanto d'offrirsi
all'impeto d'una furibonda passione
che nessuno sa innescare.

Il solo conforto
è sapermi mortale.



VORREI

Vorrei che un inverno terribile
s'abbattesse improvviso nel tuo cuore
e tu potessi riscaldarti
solo al tepore dei miei sguardi.

Vorrei che un deserto inesorabile
avanzasse tutto intorno a noi
e tu potessi dissetarti
solo al miraggio dei miei baci.

Vorrei che la muta di cani
affamati della tua sensualità
sprofondasse nell'abisso
scavato nel tuo intimo...

da questa piccola poesia.



AMO IL PASSATO

Amo il passato
poiché è stato attesa di te
ed amerò il futuro
poiché di te
mi serberà il ricordo.

Amo le radici
che con tenera fermezza
hai affondato nel mio cuore
ed amo il sapiente giudizio
con cui disponi del tuo amore.

Amo il prisma
che frapponendosi fra noi
trasforma gesti quotidiani
in imprese degne d'eroi.

Amo l'erba
che correndo verso il nulla
tu calpesti...
ed amo la fanciullesca incuria
con cui nei giorni spogli
ti rivesti.



GIROVAGO

Il mio cuore oltraggiato
non sa più sanguinare
eppure di mille ferite
che m'inseguono in sogno
non ne ricordo una mortale.

Vado cercando fra i poeti
il simulacro di un uomo
che mi sappia assomigliare.

Vado cercando fra la gente
il profilo di un poeta
inesistente.



AVVERTIMENTO

Tu sei per me
un'isola magnifica
che io contemplo
dalla duna più alta
del mio deserto quotidiano.

Un'oasi invitante
una terra vergine
che vorrei penetrare
con lo sguardo
per gustare cogli occhi
la dolcezza dei suoi frutti.

Lo sai fra noi c'è un mare
terribile da attraversare...

quando passi non sorridermi
perché io so volare!



GIARDINO

Chissà se il seme che ho piantato nel tuo giardino
riuscirà a fiorire.
Chissà se in primavera spunteranno le prime gemme
ansiose di levarsi verso il sole.
E chissà se tu coglierai quel fiore
ed insieme cammineremo nel nuovo Eden.

O chissà se la coltre mortale dell’indifferenza
seccherà il terreno e gelerà il tuo cuore.
Chissà se dopo un primo innocente ardore
la paura frenerà i tuoi passi incerti.
O chissà se un giorno reciderai quel fiore
armata dalla follìa o consumata dalla colpa.

Comunque sia sarà già stato amore.

Che si sveli nel fragore di un attimo
o che si consumi negli usuali gesti di una vita,
che si lanci nelle inviolate vette dell’eternità
o che si perda nell’argine franoso di un sospiro...

purché l’inebriante aroma di quel nostro fiore
sia irradiato per l’aria da una brezza amica
e sussurrato a chi, dentro di sé,
coltiva ancora la speranza
come fosse un fiore.



ESISTENZA

Tra il fragore
della vita che viene...

e il clamore
della vita che va...

c'è un silenzio mortale
che colmiamo cantando.



DERIVA

Ho impiegato dieci anni
per andare alla deriva
ed altrettanti per capire
che il miraggio d'una riva
vale più d'ogni riva conquistata.

Ed ora lentamente mi consumo
inventando sempre nuovi accorgimenti
pur di vivere ancorato nell'armonia
d'inebrianti firmamenti.

Un alito di vento
può farmi veleggiare via lontano
sognando d'inseguire come un tempo
l'onda del tuo irresistibile richiamo...

un alito di vento
potrebbe farmi naufragare su uno scoglio
ed indurmi ad un mesto ritorno
con l'orgoglio ormai inerte e spezzato.

Ma forse il mio destino è qui
in alto mare
solo col mio miraggio...
dimenticato.



RIVELAZIONE

Mai ti amai tanto!

Come quel giorno
in cui scagliasti...
con furia cieca
il nostro amore...
contro le pareti
del mio cuore...

sordo al tuo pianto.

Solo allora scoprii
quanto brillasse
ogni suo frammento.



QUANDO CAMMINO

Quando cammino fra la gente
e vedo in lontananza i tuoi riccioli neri
volteggiare nel vento.

Quando avverto
l'incedere discreto del tuo passo
come di chi sa che il cammino è ancora lungo
e non vuole darsi fretta.

Quando passi al mio fianco
avvolta nel tuo alone di mistero
che ti veste di mistico carisma.

Quando i tuoi occhi intensi
si levano sul mondo
offrendosi allo sguardo
ed anche il sole un po' stupito
si sorprende a contemplare
la luce di quel volto.

Quando poi la notte ti avvolge
ed il sonno scende come rugiada
sulle docili ciglia
per regalarti un sogno...

allora prende corpo l'illusione
e mi perdo dietro al magnifico richiamo
della tua visione.



VITA

Vita...
non temo di perderti
giacché non ti ho mai avuta.

Affonda pure su di me
i tuoi sfavillanti artigli
fammi guardare in faccia la morte
per vedere se gli assomigli.

Io non so vivere
fra le tue soffocanti sponde
né districarmi per le tue vie
gorgoglianti e tortuose.

Ma se proprio ci tieni
a legarmi al tuo corso
fa che io mi abbandoni e scorra
in acque meno fangose.



LA REALTA'

La realtà per un poeta
è una presenza sempre sgradita.



FIRMAMENTO

Quante stelle hanno brillato
solo un attimo per me,
quante strade ho attraversato
prima di arrivare a te.

Quanto amore ha trasmigrato
in rotta costante verso il cielo
per sostenere quei fragili prodigi
e cancellare dai loro volti angelici
ogni impurità, ogni velo.

Quanti giorni di rinuncie, delusioni,
incomunicabili speranze,
celesti tentazioni.

Quante albe senza luce,
quante notti senza fine.

Quante volte ho caricato,
imbracciato il coraggio,
attentamente mirato
e mai, mai sparato
per paura di far centro.

E se ora muoio
è per dimorarti dentro.



SEI DOLCISSIMA

Sei dolcissima
nella tua serena quiete,
sei dolcissima
nella tua gioia fanciullesca
e sei dolcissima
persino nell'amarezza....

quando in preda allo sconforto
di autunnali presagi
triste e con gli occhi bassi
segui il procedere costante
della tua ombra...

verso la dilagante oscurità.



LA PIOGGIA

La pioggia può bagnarmi
ma solo fino a quando
non ne sono tutto intriso
poi scende su di me
come una benedizione.

Il dolore si riversa sul cuore
fino a colmarlo di disperazione
poi vi scivola silente
come i ricordi
di un’infanzia infelice.

La notte reclama un’alba
fino a quando una luce si propone
ma se si ripone ogni speranza
la completa oscurità
il torpore più profondo non scompone.

Ho congedato Dio
non sopporto condizioni,
ho cancellato il passato
non voglio distrazioni.
Ora la mia anima è bianca.

E tu sconvolgente realtà,
sfrenata fantasia, folle evenienza,
idea fissa, magica poesia…
dipingi sull’immacolata tela
la tua immagine più vera.



VENTO DEL SUD

Questo vento del sud
col tepore del suo soffio
ammansisce ogni mio cupo pensiero.

Il cuore riposa
al tremito dell'ombra
d'una solitudine allo stremo.

L'eco d'una melodia lontana
accompagna ogni mia fibra
ad un estatico abbandono.

Questo minuto
è dolce come un sonno
che al risveglio mi rinnova
la sua allettante offerta.

E' la prima volta che il tempo
opera su di me
senza che io lo avverta.



SE FOSSI DIO

Se fossi Dio
vorrei essere un poeta
per assaporare il gusto
di vivere ignorato.



POESIA

Sovrana ingovernabile
d'un regno a malapena
intraveduto...

ad ogni suo acuto esalta
un palpito della mia vita
non goduto...

che libera dentro me,
docile servo
della sua volontà maestosa...

l'etereo profumo
della felicità inesplosa.



SEI IL CAMPO

Sei il campo di grano che matura
al sole ardente del mio desiderio...
la vetta impervia da scalare
a mani nude con le unghie sanguinanti.

Sei il volto della bellezza apparso in sogno
da decifrare fra mille lineamenti...
il profumo carnale della gioia
da cui lasciarsi ammaliare.

Sei la pietra che batte sulla pietra
perché ne scaturisca la scintilla...
il nodo che mi stringe alla gola
ogni volta che ti pieghi al mio sguardo.

Sei una pagina di sconcertante poesia
vergata nel mio cuore...dall'attesa.



GL'INNAMORATI

Gl'innamorati si rincorrono
nel magnifico universo
del loro sentimento.

Alcuni s'incontrano
e mentre si raccontano
docilmente rotolano
fino a sfumare in gemiti.

Altri si smarriscono
dissolvendosi nella beatitudine
di lascive tentazioni.

Altri ancora come noi
eternamente si evitano
per non lasciarsi mai.



SE VINCERE

Se vincere significa
creare una sconfitto
mai più accetterò
la vergogna d'una sfida.

Tranne che col sogno
perché in tal caso
mai ci sarà un perdente
che non sia io.



TI AMO

Ti amo
e con te amo l’intero creato.
Non un solo astro
voglio che sia malato o scontento,
una stella triste
avvilisce l’intero firmamento.

Ti amo
e non tu, ma il mio amore per te
mi è di riferimento.
Puoi ribaltare gli emisferi
o rinnegare i tuoi pensieri
tanto non cambierà,
l’amore è esente da ogni mutamento.

Ti amo
e con te amo questa notte stellata
dai mille silenzi ardenti
che invocandoti ti chiama.
E sapessi com’è facile
amare dello stesso amore
chi ti ama.

Ti amo
e con te amo l’amore al punto tale
che una pena sottile
mi solleva un poco il cuore.
In celeste armonia
con l’universo in movimento,
dalle assordanti risonanze
oltre i confini del creato…

m’è liberatorio esplodere
in un pianto d’amore
infinitamente
disperato.



I MIEI PENSIERI

I miei pensieri sono mille miglia distanti
per chi non ha dimestichezza con il pensare.

Le mie parole sono indecifrabili
per chi ascolta senza afferrare.

Le mie azioni sono illogiche
per chi vive a rigor di logica.

Le mie poesie sono inaccessibili
per chi d'amore non è mai morto...

e d'amore risorto.



NON MI ERA DATO

Non mi era dato scegliere.

Rinunciare e perire
o mio malgrado acconsentire
all'impari sfida
profondendo ogni spasimo vitale
nella cattura di quell'angelica visione.

Questo e null'altro avvenne
nell'accecante follia di quell'istante
in cui il demone della bellezza
predandomi dell'ultimo sospiro
m'incoronò poeta.



QUESTO PETALO

Questo petalo di poesia
non meno del chicco di grano
concorre alla ricchezza del creato.



CONOBBI L'AMORE

Conobbi l'amore un giorno
e sposai la speranza.
Rese i cieli più azzurri
e le stelle più vicine,
inondò il mio essere
di forza e di bellezza,
spalancò il mio cuore
al mondo intero e scorse
nuovi orizzonti da scoprire.

Conobbi l'amore un giorno
e sposai la disperazione.
Il tempo logorò ogni frammento
di quella fragile visione,
i cieli divennero grigi e cupi
e le stelle irraggiungibili,
la mia anima sprofondò
e per tanto tempo giacqui
inerte e muto.

Conoscendo il principio
e conoscendo la fine
ho scelto di amarti
tenendomi lontano...

per non morire d'amore
per non ucciderti d'amore.



PRESAGIO

Tanta ricchezza
può condurre alla miseria.

E tanta miseria
conduce ad onorare
lo squallido banchetto
di quest'assurda festa.

Finirò solo e nudo
con questo cuore
che mi sovrasta.



RAPIMENTO

Quella notte il nostro sangue
obbedì ad invisibili richiami
e una voce da un pulpito celeste
ci narrò di fiabeschi reami.

La luna si nascose
dietro una nuvola leggera
per paura che il suo chiarore
potesse svelare qualche frontiera.

Un fremito d'angoscia
veleggiò sui nostri cuori
ma poi le labbra si dischiusero
dileguando tutti i timori.

Quei baci traboccanti
d'esasperante tenerezza
offrirono cesti ricolmi di sogni
e un'inviolabile certezza.

Che accadde per amore.
Solo per amore.



NON C'E' SENTIERO

Non c'è sentiero
scosceso e tormentato
che possa impedirmi di seguire la tua scia
confortato dall'intima certezza
che sia tu l'unica via.

Non c'è nuvola
evanescente e dispettosa
da cui io non sappia trarre estrosi mutamenti
fino a scorgere scolpiti nell'azzurro
i tuoi illimitati lineamenti.

Non c'è poesia
che tu non sappia suggerirmi,
nella grazia dei tuoi gesti
spira un alito di Dio.
Come posso dire che il poeta sia io!

Non c'è passato
a cui tu non appartenga
e che per quanto doloroso e lontano
io non senta ancora vivo e presente
regnare incontrastato sovrano.

E non ci sarà mai futuro
capace di protendersi al punto tale
da scalfire la tua immagine nel mio cuore.
Questo tuo cieco alleato.
Questo mio eterno rivale.



IN MEMORIA DI ME

Segregato
in questo succedersi eterno
d'ingannevoli ore...

denudo il mio cuore
e nascondo il mio volto
in attesa che Dio m'incoroni
col suggello del solco.

Non sono un ramo infecondo
dell'albero dell'amore
ma il frutto meno esposto
alle vanità del sole.



QUANDO VEDO TE

Quando vedo te
mi anima l'identica euforia
d'un torrente di montagna
a cui si fa incontro la pianura.



FUGA

No, non farò pazzie
se tu mi lascerai.

Mi comporterò da uomo, sarò forte,
vedrai uscirò dalla tua vita
senza fare alcun rumore
ed avrai la sensazione
che io mai abbia attraversato
i tuoi sentieri accidentati
o che li abbia soltanto sorvolati
senza lasciare traccia.

Ma lascia che io continui a correre
per le strade di campagna e di città
questa maratona interminabile della vita,
lascia che io fugga
dal fantasma del tuo ricordo
e che ogni passo avanti mi allontani
dalla feroce illusione
che tu sia stata mia.

Lascia che io corra per ore ed ore
e lascia che corra sempre più forte
fino a che il dolore del cuore
non sovrasterà la pena dell'anima
lenendo le strazianti ferite aperte.

Lascia che io corra fino a che,
spossato e nauseato,
il mio cuore in tumulto esploderà
e qualcuno là in alto
si accorgerà di aver smarrito
una pecora dal gregge
e mi richiamerà all'ovile.



ABBANDONO

La mia anima è un cielo cupo
che un alito di gioia
apre al respiro della luce.

Cuore mio
hai mostrato il tuo martirio
ad un cuore di cemento.

Ti solleverò
sulle ali d'uno sguardo
e di stella in stella
stanotte...
visiteremo il firmamento.



CANTO DI PRIMAVERA

Era bianca come un giglio
e s’innamorò di me.
Anch’io m’innamorai
di tanto candore.

Era bella come un sogno
e s’innamorò di me.
Anch’io m’innamorai
di quella visione.

Era folle come un’artista
e s’innamorò di me.
Anch’io m’innamorai
di tanta poesia.

Era viva come una ferita
e s’innamorò di me.
Anch’io m’innamorai
della vita.



CONNUBIO

Nel tuo sangue di donna scorre
un'ansietà dal palpito celestiale
che nella mia carne accecata d'infedeltà
ha destato una lucidità animale.

Nulla poteva impedire
che un tale connubio emanasse
le più inebrianti fragranze
e che nel lampo d'un sorriso
fossimo capaci d'azzerare
illimitate lontananze.

Sei uno squarcio di fragile azzurro
che tradisce l'immensità
d'un eterno cielo sereno.

E per me
asfissiato dai rigori di mille pene
rinvenirmi nel respiro di tanta bellezza
è stato quasi crudele.



GRIDO

Mi soffoca da morire
quest'uniforme di uomo
e quest'anima mutilata
da inappagabili desideri
vorrebbe strapparsi via di dosso
questo lercio costume
rattoppato da mille doveri.

Non aspettarmi nulla dal mondo
e l'unico credo che m'impongo
per non vivere di delusioni
malgrado il mondo da me pretenda
tributi sempre più elevati
e dalla mia ormai esigua
riserva di sfocate illusioni.

Se da uomo ho un mio destino
immutabile e senza velo
lascia che da poeta
possa viverne un altro con te.
Compatibile e parallelo.



IN FEDE

E' un folletto smanioso
questo nostro amore.

Ci accompagna con il sole
in un'intima radiosa evoluzione
e di notte ci tormenta
nel delirio d'un sogno
che con l'alba non tramonta.

Scalerò per te
sospinto da un'impudica follìa
quest'immensa asperità d'amore,
violerai per me soltanto
portata da identica poesia
le vette più innevate.

Istante dopo istante
votati alla gioia
dalle nostre volontà spezzate.



INTERMEZZO

Voi che ci passate accanto
sfiorando il nostro mondo
luccicante di fermenti
e di stagnole...

lasciate che i sogni
dei poeti spasimanti
siano pieni quantomeno
di parole.



ULTIMI VERSI

Sei ancora una bambina ed io
disadorno ed incolore
già serbavo nella tasca
un ingiallito passaporto
da rassegnato sognatore.
Un incendio d'origine dolosa
appiccato da chissà quale mano
ha arso ciò che in noi fermentava
di avido ed insano.

Sotto la brace
d'una dilagante felicità
seppelliremo le ansie della carne
e vedrai come per incanto
ad una ad una fioriranno
chiare tutte le risposte.

Affronteremo il mondo nudi
come si conviene ai puri di cuore
figli eccelsi e dannati del Signore.



RISVEGLIO

E' l'alba
e l'illusione sfuma
con l'avvento della luce.

Ma l'ondata
d'inesauribile freschezza
che la mia anima in piena
ha riversato stanotte
nel fiorire gioioso dell'anima sua,
prodigiosa sorgente di poesia,
concepirà un lembo d'eterno.



CHE FOLLIA

Che follia
questa primavera eterna del cuore
che solo nei sogni
mi dischiude i suoi miracoli.



GIUNGO A TE

Giungo a Te, Signore,
per la via più rovinosa.

Passando per l'inferno
in balìa di mille demoni
che non lesinano orrori.

Tutti i prodigi del creato
non mi avvicinano a Te
quanto la perfidia
dei nostri cuori.



MIO DIO

Questa vocazione di scavare
mi seppellisce di sgomento.

Quest'attitudine al tormento
non mi porterà lontano.

Mi sento tradire
proprio dall'impeto
del tuo richiamo!



SPERANZA

Se mi spingi così a fondo
è perché mi vuoi più alto.

Se mi stringi così forte
è perché s'innalzi il canto.

Se m'illudi con tanta ferocia
è perché non segua il vento.

Se non m'hai reso felice
è perché c'è ancora tempo.



CANTICO DEGL’INNAMORATI

Signore,
rendici degni di questo amore.

Dai aria pura ai nostri polmoni
sangue buono all’arsura dei nostri cuori
luce salda al corso dei nostri pensieri.

Dai argini possenti
a questa piena di tenerezza
che ci sfugge dagli occhi e dalle mani.

Dai pazienza al tempo
un talismano ai nostri petti
e le nostre voci al vento
quando saremo deboli e distanti.

Rendici degni dell’amore.

Degni d’abbracciare
con lo slancio della fede
il più vasto orizzonte che ci circonda.



IN CAMMINO

Di schiavitù in schiavitù
mi sono portato ad un passo
dall'essere liberi dalle passioni.

Nel rogo dei giorni
ho divorato in un muto digiuno
le mie inquietudini di uomo,
nei fraterni abissi della notte
ho navigato e sperato.

La tua mano mi guida
con un tocco talmente lieve
che avanzo nell'illusione
d'essere io ad illuminare
il cammino della mia fede.



CALVARIO

Più densa e più sofferta
pretendo la mia vita
più faticoso ogni mio passo
più acuta ogni ferita.

Privilegio supremo
per un cuore come il mio
sarebbe l'ansimare
con lo spirito in celeste esaltazione,
lucida volontà d'agonizzare.

Portarmi fino in cima
ed innalzarmi alla tua croce,
voglio sentirti accanto Gesù
fammi vivere di dolore!



AQUILONE

Questi versi in ricordo
d'un umile di cuore
consacrata nella fede
da un'interminabile agonia.

La sua anima mite
con il solo conforto
d'uno slancio sincero
s'impossessò del privilegio
di conquistare il cielo.



IN PREGHIERA

Il taglio fu netto
deciso il rifiuto
incredulo, il veleno che m'iniettò,
insorse e mi santificò.

Da allora
ci corteggiava la primavera
la sua luce mi raggiunge
nella quiete della preghiera.

Fu dura, crudele
non frenò la sua perfidia
e dispose che fra noi
cessasse ogni rapporto.

Non sa di questo amore
che al cospetto di Dio
ogni sera...
io le porto.



PERDONO

Quanto vano e lontano
ci appari Signore,
quando l'amarezza dilaga
nei nostri cuori afflitti
dalla crudeltà e lo scherno
di chi giudica e condanna.

Quanto vano e lontano
sembra allora l'amore,
quando votandoci al martirio
sprofondiamo mirando
nostalgici il tuo cielo
come una chimera che s'allontana.

Eppure in quei momenti
con l'arma del perdono
abbiamo il potere di sfiorarti.



PARABOLA DIURNA

Nel fruscio dell'alba
invoco il tuo respiro.

Nei volti che vorrei amare
precipito l'ombra d'un tuo segno.

Vigile scruto ogni evento
per carpirne il tuo tacito messaggio.

Finché la delusione sorge
alla resa dell'ultimo raggio.



IN GIUDIZIO

Non sono affatto sollevato.

Salvando le apparenze
in verità ho salvaguardato
solo la mia parte più meschina
ed anche la meno oscena.

Sguardi benevoli
non confortano la mia anima
chiamata in giudizio
al cospetto della maestà
della mia coscienza di uomo
che con un soffio appena
m'inginocchia e mi denuda.

Oltre agli occhi imperfetti
di questa gente opaca
mi sento addosso
il Tuo occhio possente
che mi scruta.



FRODE

Per la tua gloria Signore
e per la sete della mia
volli per Te comporre versi
d'incomparabile bellezza
che forzassero le palpebre
a tante ottuse cecità.

Ma, mio Dio,
non eri più Tu
non ero più io
ed in fede mia...
non era più poesia.



SPLENDORE

M'hai donato la gioia d'un cuore
fin dal primo tremore di vita.

Nelle oscurità più accese
hai inviato angeli a guidarmi
e nelle grazia della luce
m'hai permesso d'inciampare
in angeli smarriti da guidare.

Attraverso la poesia
m'hai sollevato al rango di creatore
e nel palpitante universo di chi crea
ho compreso che sei Tu
la più esaltante platea.

Abbattendo le più basse tentazioni
hai edificato per me un regno
d'inesauribili visioni.

Eppure indugio ancora
esitante sulla soglia del tuo tempio
come un mendico incapace d'arricchire.



NEL TUO REGNO

Nel tuo regno Signore
non sarà più un'ardua impresa
farsi amare.

E potrò smettere per sempre
quest'inquietudine da eroe.



VORREI LIBERARMI

Vorrei liberarmi
con tutta la violenza di cui sono capace
di ogni cosa che mi circonda
con un ultimo possente
ruggito a piena voce.

Liberarmi da ogni schiavitù
velata e non velata
presunta o vellutata
con la stessa veemenza con cui il tuono
si libera nella tempesta,
con la stessa dolcezza con cui la morte
rende liberi dal martirio,
con la stessa speranza con cui il primo vagito
esplode nella vita
liberando il corso del respiro.

Liberarmi e fuggire via
sulla cresta di un'onda portentosa
nuotando come un pazzo
e per l'ardore furibondo
scrollarmi di dosso persino me stesso
ed approdare al più remoto lido.



TI SCRIVO

Ti scrivo
ora che non ci sei
per sentirti battere
forte dentro di me
perché voglio che m'invadi
con la tua musica assordante..!

Io che amo il silenzio
pensa quanto ti amo
e quanto spazio ti faccio
per averti dentro.



DESIDERIO

Puledra ribelle
ai sospiri del mio cuore
ogni volta che mi sfiori
mi fai ardere!

Come vorrei inseguirti
per i sentieri scoscesi
di questa selvaggia passione…

circondandoti di fiori
sotto un cielo
stellato d’illusioni…

stordirti al profumo
virile dei miei versi…

poi sfinirti di baci
spossarti di carezze…

al chiarore della luna
strapparti il velo del pudore
per scoprire il volto incandescente
delle tue nascoste bellezze…

finché avvolta nel sudario
di quell’ora inevitabile
sulla terra nuda
inchiodarti a me.



SERA

Il cielo
della nostra isola deserta
si è popolato di avvoltoi
che ti volano attorno.

Ti scrutano
ti sfiorano
ti sporcano
e tu...
li lasci fare.

Hanno oscurato il sole
sul nostro amore
è scesa la sera...

che mi ha svelato
quanto tu sia leggera.



TRENTATRE' ANNI

Trentatré anni
affascinante età che induce
ad eroiche soluzioni.

Ma chi potrei salvare io
e chi potrei redimere
se non me stesso
o la mia sbiadita immagine.

Questo mondo
non reclama eroi
né tantomeno redentori
ma minuscoli parassiti
e modesti sognatori.

Troppo modesti
per essere emulati.



SCHIAVITU'

Il soffio della tua voce
in queste gelide mattine
è una brezza carica
di nostalgie e profumi
e il suono delle tue parole
un'armonia densa di tepore.

Il fascino intessuto
nei tuoi regali gesti
irradiazione della divinità
e l'anima assente dei tuoi sguardi
una ferrea schiavitù
che s'impone a chi ti ama.



QUANDO FRANCESCA

Quando Francesca...
spiega in volo la sua voce
come per incanto
mettono le ali le parole.

Quando Francesca...
schiude lo scrigno della sua grazia
matura sui volti rapiti
il frutto della beatitudine.

Quando Francesca...
cala l'asso del suo talento
lo affonda nel tuo cuore
fino a farti sognare.

Quando Francesca...
depone il canto ai tuoi piedi
la realtà scintilla
di mille arcobaleni.

Quando Francesca...
sfuma l'ultima nota leggera
plana un silenzio
che profuma di preghiera.



LA VIOLENZA

La violenza che mi produce
la visione di questa realtà
non mi divora quanto il cancro
della mia fragilità.



PRIMO AMORE

Avvicinati a questo rudere
popolato da fantasmi
cogli occhi chiusi per non ferirti
con la febbre del suo delirio.

Ad un battito immortale
in un'isola deserta
riconduci il mio cuore.

Sono stanco d'inseguirti
primo amore.



TRADIMENTO

C'è qualcosa di più sconfortante
del più totale fallimento
e qualcosa di più buio
del più completo oscuramento
che t'inghiotte con un boato sordo
simile al crollo improvviso del pavimento
con le gambe che mulinano impazzite
cercando un'illusione da scalciare...
è il tradimento.

Repentina impiccagione
abilmente ordita
con un intreccio di soffice raso,
terrificante presagio di sciagura
colto nel volto beffardo della goccia
che fa traboccare il vaso.



SOSPIRO

Senza un briciolo di testa,
senza un'ombra di vergogna,
senza un soldo nella tasca.

Senza furia
per spezzare le catene,
senza ali
per sfidare le montagne,
senza amore e senza armi
sono giunto alla tua porta.

Trascinato per il cuore
a viva forza...
da un sospiro della grazia.



CERTI GIORNI

Certi giorni
vorrei lasciarmi andare
per indurre Dio
a prendersi cura dei miei resti.



RIMPIANTO

Nelle tentazioni di quest'aria di giugno
che mi riporta a te...
e che affonda gli artigli del ricordo
dentro la mia costante brama.

Nelle nuvole che si rincorrono gaudenti
sotto questo cielo mai sgombro da nubi.

Nei sorrisi che incontenibili esplodevano
all'incrociarsi dei nostri sguardi mai paghi.

Nel tuo vestito bianco e negli occhiali
che ti spogliavano d'ogni malizia.

Nella tacita complicità che modulava
le nostre anime su frequenze irraggiungibili.

Nel tuo continuo andirivieni
nel mio smarrimento...
nella darsena paludosa
di questo infinito rimpianto.



AMO L'INVERNO

Amo l'inverno
le piogge incessanti
e tutto ciò che ci costringe
a calarci nel nostro intimo.



TU

Sguardo dopo sguardo
hai diffuso nel mio cuore
il profumo della tua presenza...

la linfa traboccante
del tuo fascino di donna
ha invaso con estrema dolcezza
ogni angolo della mia giornata...

e poi le notti...

in cui nell'intimità dei sogni
hai strappato alla mia carne
grida inaudite di piacere...

ed ora io...
vivo solo di te.



ALBA

Dal torpore
si destò il creato...

in un limpido tripudio
d'allarmanti vibrazioni...

che mi schiusero il cuore
con un giubilo di suoni...

fratelli d'una melodia
grandiosa.



SPARTIACQUE

Questa gelosia folle
che mi percorre e ti percuote...
gelosia di te d'ancor prima
che tu nascessi nel mio cuore...
sono le doglie del parto d'un amore
che smania eternità.

Perdonami le infedeltà
del tempo in cui ignoravo
che fossi tu l'amore...
ma la sindone del tuo volto
è impressa in ogni mio verso
che prima del tuo arrivo
ha celebrato un volto.

Quasi tu fossi
lo spartiacque del tempo,
il battesimo della nuova creazione,
il brivido più intenso
della mia risurrezione.



SANTUARIO

Dopo tanto cammino
dopo tanto penoso vagare
cogli occhi giunti a invocare
un lampo accecante dal cielo...

dalle viscere di questa terra
sprofondata nelle tenebre
ha fiammeggiato la tua stella.

Con tremore la sua luce
mi ha condotto nel santuario
del tuo cuore appassionato...

laddove le tue grida
planano in silenzio,
laddove i tuoi silenzi
grondano poesia.

E là
in tutto il tuo clamore
mi sei apparsa...

ed io
ho piegato il mio ginocchio
per adorare la bellezza.



RECINTO

In nome dell'amore...
del bene immenso che mi vuoi
potrai spingerti ad odiarmi
e farti odiare.

Per timore di soffrire
fragilissima Alessandra
potrai soffocarne il brivido
fino a stroncarne il battito
ed andare ad impazzire
lontanissima da me.

Ma mai ti giuro
potrai scavalcare
il recinto del mio cuore.



CONQUISTA

Sei venuta
nella mia terra,
hai dimorato
nella mia casa,
hai dormito
nel mio letto,
preso cibo
dal mio piatto.

Nel mio mare
ti sei bagnata,
nei miei campi
ti sei donata.

Ora quieta scorri
dentro le mie vene
ora che di me
tutto ti appartiene.



LAMPO

Forse non sarà stato amore
quella vampa bruciante
che ha percorso le mie vene
fino al più minuto capillare
poiché dicono che un istante
sia troppo breve
per potersi innamorare.

Ma qualcosa di più intenso e scardinante,
qualcosa di tenero
ed allo stesso tempo allucinante
tanto da sembrarmi eterna
l'odissea di quell'istante
per pensare un giorno
di poterla mai dimenticare.

Solo il conforto di un sospiro
ha potuto arginare lo sgomento
di quel supremo istante in cui il tuo sguardo
ha fomentato in me l'estatico tormento...
dispiegando nei tuoi capelli neri
mille irresistibili sentieri
che mi trascinavano in radure
di felicità e disperazione.



SOGNO

Stanotte ho sognato
che dopo tanta strada
ero giunto alla mia meta...

che ero entrato in una casa
senza sentire un nodo in gola
quando la porta si era chiusa...

che per soffitto aveva un cielo
fitto d'intimità di stelle
su un pavimento di tessuto...

che due mani calde
mi avvolgevano il viso
come fossero un nido.

E che quelle mani...
erano le tue.



RESA

Verrà l'ora delle scelte.

Dei doveri che incalzano
delle occhiate che accusano
dei sospiri che sfiancano.

Come un re detronizzato
i miei averi
accatasterò sulla bilancia
mentre il sogno
lungamente accarezzato
nell'alba del grigiore
lo lascerò svanire.

Sarai contento, cuore,
d'essere libero di morire.



SE LA BELLEZZA

Se la bellezza
avesse un'anima
nel cuore della tua pupilla
io la cercherei.



IERI

Ieri
ti ho guardata camminare
da sola lungo il viale
con l'aria grave
ed il passo leggero...

sembravi una farfalla
appena defraudata
del suo angolo di cielo.

Eri bella
dietro quel velo di malinconia,
bella da contemplare
mentre sorgeva il sole.

Pane bianco
per chi ha fame di cose buone,
acqua di fonte
per chi ha sete di cose vere,
vela spiegata al vento
per l'euforia... della mia poesia.

Quale forza oscura
inabissa la tua anima,
quale speranza austera
sostiene il tuo volo...

verso pallidi orizzonti
sempre più distanti.



QUEL GIORNO

Quel giorno
nel cortile della scuola...

si rincorrevano le voci
smaniavano i profumi
fremevano i colori.

D'improvviso
fra quella selva di sguardi
levasti piano i tuoi occhi
sul cammino dei miei.

Quale effusione di gioia
quale meraviglia...

disarmata al cospetto
del mio cuore trafitto.



SE DOVESSI

Se dovessi morire
prima che abbia fine la mia angoscia
per non tradire questo cuore tradito
seppellitemi nel suo giardino.



MI RICORDO DI TE

Mi ricordo di te
quand'eri bambina...
un bocciolo di rosa
d'incomparabile dolcezza.

Ora sei una donna...
il vento della vita
ha battuto il tuo stelo,
le tempeste del cuore
hanno spazzato i tuoi petali,
il verme della pena
ha insidiato la tua radice.

Se mi calo nel tuo sguardo
sento una vena d'amarezza
dilagare nella tua anima...

una vena che dal profondo
riveste la tua bellezza
d'una sublime dignità.



CHI

Chi, se non Dio,
può dare il meglio di me!



DISPREZZO

Pesano le vostre condanne
ed ancor più pesa la vostra compagnia
fingere indifferenza mi opprime
non è certo volare via.

Pesano le vostre occhiate
come lame mi percorrono la schiena
smaniose d'inciampare in una ruga
ed affondare fino all'ultima mia vena.

Ma non piegatemi ancora
con i vostri sguardi sordi ed ostili
poiché gl'insulti di chi tace
sono vili.



FUORI DI ME

Maledetto sia il giorno
in cui fui concepito
e maledetta sia colei
che senza darsi pena
concepì il peccato.

Malcapitata anima
in questo corpo di carne
fremente e incorruttibile.

Non fossi stata immensa
t'avrei sollevata un poco
dal peso del vivere.



C'ERA IL SOLE

C'era il sole
ma non era così forte
da poterci oscurare.

C'era il silenzio
ma non era così vasto
da poterci disperdere.

C'era il desiderio
ma non era così meschino
da volersi consumare.

C'era la nostra coscienza
che ci parlava chiara e ad alta voce
e c'era uno stormo di gabbiani
che si tuffava nella luce.

Le nostre mani
stanche solo d'aspettare
s'incendiarono al contatto
di quell'estatico fluire...

ed i pensieri turbinarono
come infuocate meteore impazzite
scagliando roventi sfide
verso ere mai vagheggiate.



LA MIA MENTE

La mia mente in cui scintilla
un carato di follia
non è più oscura di quel cuore
in cui imperversa la ragione.



NOVEMBRE

Novembre, il cielo è chiuso,
sulla mia speranza è sceso il gelo,
il cuore ripiombato nell'angoscia
si è barricato dietro un velo.

Nel silenzio sibila il serpente
e un'Eva adorna di virtù
va intrecciando una trama di sguardi
sul tessuto della mia fragilità.

Signore, perché mi hai abbandonato?

Dal cimitero dei ricordi
il terrore riesuma lo spettro
di un'autentica passione.



AMARTI

Amarti...
dall'ombra del germoglio
che per te è fiorito,
entusiasta di luce
ad ogni palpito ti porge
il celestiale invito.

Amarti...
dal silenzio di intime
ed amare riflessioni
ove gli slanci del cuore
morbidamente planano
su ampie e solide ragioni.

Amarti...
dal solco scavato
dalla tua muta presenza
ove la mia anima inquieta
segretamente cova
un germe d'impazienza.

Amarti...
dal vuoto delle notti
al delirio delle attese
uniti nel flusso
di un costante divenire
così...senza infierire.



ALTROVE

La mia casa
è questa strada
che ritorno a palpitare...

ogni volta che l'amore
onnipotente di una donna
allenta il morso
della sua lusinga.

Torno a camminare
pieno di speranza
di scoprire altrove
la dimora eterna.



OGNI GIORNO

Ogni giorno il mio grido
si leva alto...
ma nessuno se ne accorge.

Ogni giorno lambisce
le pareti del cielo
ma lassù...
nessuno si commuove.

Ogni giorno s'imbatte
nel tuo grido d'aiuto
ma io...
a capo chino procedo.

Poi di notte, agghiacciante,
ammutolisco alla sua eco.



IL PAPAVERO

Il papavero è il fiore
che più di ogni altro io amo
perché quel suo rosso così vivido
da apparire quasi un miraggio
arricchisce e rende fulgido
anche il più misero paesaggio.

Ma sono fragili i suoi petali
e la più innocente brezza
potrebbe ferirlo a morte
col solo tepore di una carezza.

Strapparlo alle sue radici
e alla sacra fonte della sua vita
sarebbe imperdonabile...
mi appassirebbe fra le dita.

Così per sentirmi felice
mi basta contemplarlo
per me è già appagamento
ardire di desiderarlo.

Io ti amo così Lucia...
senza la pretesa di farti mia.



CON TE

Con te
sono belli e rotondi
persino quest'impenetrabili silenzi
che seguono ai rabbiosi addii...
alle frustate veementi.

Questo amore odia la quiete
e fibrilla scintille di vita
non appena scorge un'ora
di mortale consuetudine.



PROFUMO

In quest'alba dai mille
palpiti audaci
sono uscito per rubare...

per rubare ad un giardino
un bocciolo di rosa
un bocciolo in fiamme...

tu stai dormendo
ma prego che ti giunga
il suo profumo intenso...

e salga dal tuo cuore
che batte all'unisono col mio
il profumo del mio amore.



FRA QUESTE PAGINE

Fra queste pagine
c'è il patrimonio immenso
che mi costa
il passaggio in questa vita.



RICORDO

Amai una rosa.

Mi accostai a lei
e con un sospiro immenso
le rubai tutto il profumo,
miracoloso balsamo
che per un attimo
rapì ogni mia inquietudine.

Fui condannato
ma il giardiniere sa
che non commisi un crimine.



CREPUSCOLO

Quando il tempo,
padrone di tutto,
stenderà il suo gran manto
sopra il nostro cielo ridente
e la luce a poco a poco impallidirà
sui nostri visi angosciati.

Quando il suo velo immenso
si poserà sulle nostre vite stanche
riducendo al lumicino l'orizzonte
e la speranza di eterna felicità
diventerà mera illusione.

Quando a stento riusciremo a soffocare
l'incalzante brama di fuggire
per cercare nuova luce in nuovi volti.

Quando la notte si farà incombente
ed il buio ancor più fitto,
quando gli occhi non saranno
più capaci di vedere
ed il respiro resterà
l'unica guida per trovarsi...

allora dovrai tendere le braccia
ed abbracciarmi,
stringere forte
fino a soffocarmi
e non dovrai cedere
se tenterò di svincolarmi.



SE LA VIOLENZA

Se la violenza d'un sospiro
può depredare un fiore
e l'angoscia di carezze immaginate
far trasalire un cuore...

resterò nell'ombra
a contemplare il tuo splendore.



DISTACCO

Siete ormai lontani...
defluisce a poco a poco la gaiezza
e l'eco del vostro festoso schiamazzare
per queste vuote stanze si diffonde
simile ad un seducente, melodioso,
giulivo zampillìo d'acqua di fonte.

Siete ormai lontani...
si spande come olio l'amarezza
sui nostri volti segnati dalla delusione
e un po' più curvi procediamo
per sentieri di rassegnazione.

Del vostro caldo amore
la nostra sete d'innocenza
si è largamente rinfrancata
e se dalla separazione
i nostri cuori esposti
furono quasi dilaniati...

è perché d'incontrarsi a tali altezze
e di simili dolcezze
sono capaci solo i poeti,
i bambini e gl'innamorati.



FAMMI AGGREDIRE

Fammi aggredire dal gelo,
fammi accerchiare dal fuoco.
Ma non lasciarmi scivolare
in un altro giorno inutile.



INCANTO

Ti ho intravista nella nebbia
d’una gelida mattina di novembre
vaga ed avvolgente.

Da allora ogni mio pensiero
brancola fra i resti
di quel velato incanto.

Morso dalla sete del mio sangue
vago fiutando una traccia
che mi addentri nei recessi del tuo cuore.

E mi sveli a poco a poco
la vastità del suo mistero.



SONO COSI' POCHI

Sono così pochi i tuoi anni bambina
che se solo lo volessero le mie dita
potrebbero tenere saldamente in pugno
con la sapienza d'una sola mano
tutta la tua voglia di vita.

E così acerbe le tue forme
smaniose solo di protendersi e sbocciare
con il mio sguardo che sovente
si è sorpreso imbarazzato ad indugiare
sull'orlo spazioso della tua gonna
desiderando ardentemente
che per incanto t'improvvisassi donna.

E così cauto ogni tuo passo
timoroso ed esitante come la dolce corte
con cui la luce nascente
circuisce la maestosa notte
per schiuderne le ciglia sul mattino,
così tu sul mio cammino.

E così soffici i tuoi gesti
e ancor più fievoli i pretesti
con cui le nostre dita
si rincorrevano febbrili
anelando di sfiorarsi.

E così fioco il tuo respiro
e quasi impercettibile il sospiro
che ha dilagato senza freno nel tuo cuore
nell'istante in cui la grazia ti ha donato
l'effimero tormento dell'amore.

Ma è così vasto il tuo richiamo
e così fiero il desiderio...

e così terso l'orizzonte
che ad ogni fuggitiva occhiata
mi spalanchi e po mi togli
che io come un reduce dall'Eden
sogno d'addormentarmi cullato e cinto
dall'intimo tepore dei tuoi rami spogli.



NON POSSIEDO

Non possiedo alcun titolo
per parlare di Dio
se non quello di essere
un suo figlio.



ATTRAVERSO

Gli anni passano
i tuoi in particolare
silenziosi come un fruscìo...

passano inosservati
chini a testa bassa
incapaci di lasciare traccia...

passano nella penombra
trasfigurati dal bianco
che ti splende dentro...

passano come le dita
che giocano con i tuoi riccioli
e non vogliono smettere mai...

passano alla rinfusa
nessuno di loro sa dirmi
da quale cielo ti sei calata...

passano senza fretta...
passano vanamente...
passano inutilmente.



URAGANO

Tu sei una brezza leggera,
timida, silenziosa...
un soffio vellutato
di intimo tepore
che spinge le mie vele
nel mare della quiete.

Ma l'arsura che ho di te
risucchia dall'abisso
vorticoso del tuo fascino
ogni volta che ti sfioro...

l'uragano.



IN MEMORIA

Non dormi sepolto in un campo di grano
ma palpiti nel vivo dei nostri cuori
fratello che hai saputo strappare
con le tue armonie all'arida parola
il grido più sofferto della vita.

Che Dio ti renda il centuplo Fabrizio
quel Dio che intravedesti tra i rifiuti
per aver speso il tuo talento
per il riscatto dei perduti.



FOLGORAZIONE

Tutta la notte avevo vagato
per cercare le parole
che riuscissero a schiodare
la porta del tuo cuore.

Poi...
fra le prime luci
sonnolenti dell'alba
d'improvviso...
lo scintillìo del tuo sorriso.

Che bagliore immenso!

Non m'ero accorto d'esserci
finito dentro.



SOLITUDINE

Io mi sento solo
solo quando sono
con qualcuno...

perché solo allora
avverto una distanza.



FURORE

Che voglia pazza d'invaderti...
di afferrare con la mia mano ruvida...
lo splendore di quei capelli isterici...
e trascinarti come un cencio...
tremante sulla spiaggia...

noi due soli...
nel cuore della notte...
dimenticati...

e lì strapparti gli abiti...
via il maglione, via la gonna...
via i sorrisi, gli scrupoli, i timori...
via orecchini, anelli, braccialetti...
a mare ogni languore e ogni pudore...

fiato contro fiato, a perdifiato...
bramosia d'infuocarci l'anima...
baciarti dalla fronte agli alluci...

affondare fra le tue cosce in fiamme...
succhiare lava ardente dal vulcano...
violare ogni tuo oscuro anfratto...
cogli occhi, con la lingua, con le mani...

sospirare la magia dei tuoi profumi...
nuotare nell'oceano dei tuoi umori...
godere spasimando i tuoi deliri...

e sbatterti mia bambola preziosa...
che hai smania d'impazzire in quest'inferno...
per sentirti gemere, cantare, singhiozzare...
fino a esplodere in un grido disumano...

poi planare in un desiderio candido...
di tenerezza... prendendoci per mano...
e tornare i bambini che noi siamo.



NON AVRO' PAURA

Non avrò paura d'invecchiare
se avrò per focolare
il calore della tua mano.



DISGELO

Muoio
ogni volta che t'incontro,
muoio soffocato
da una furia di parole.

Un'orda selvaggia
che dal cuore
s'avventa sulle labbra,
un'orda di parole
asfissianti d'amore...

che dopo
mille inverni di rinunce
vogliono vivere e volare.



CROCIATA

Le mie braccia sono così forti
che potrei fronteggiare mille guerrieri
e la mia mente astuta al punto tale
da far invidia ai più valenti condottieri.

Mi bastano pochi versi
per turbare i cuori più sensibili
e rapide complici occhiate
per incoraggiare amori impossibili.

Nick dice che sono saggio
perché parlo come un profeta
ma io mi sento padrone dell'universo
solo quando vivo da poeta.

Se soltanto lo volessi
potrei abbattere l'ultimo indugio
e partire armato di me stesso
alla conquista del creato.

Eppure più d'ogni altra cosa
vorrei essere conquistato.



IL TEMPO

Com'è saggio il tempo...
senza battere ciglio
senza l'ausilio d'un suono
senza lusinga o artiglio
ogni cosa fa convergere
al suo imperiale trono.

Le nostre pene
con ammirevole tenacia
pazientemente sa lenire...
le nostre rare gioie
affrettando un poco il passo
con macabro cinismo
rapidamente fa svanire.

Un palpito d'amore
ci dona la suprema sensazione
che per noi, solo per noi
si sia fermato
magari per un istante...
ingenua folle illusione
quando comincia a ricontare
persino il più ridente paradiso
ci appare logoro e desolante.

Non v'è angolo del mondo
né latitudine dell'anima
in cui la sua maestosa opera
con asettico distacco
non si compia...
e frodandoci dell'illusione
di sfogliare la margherita
partorisce nello sconforto
ogni nuova vita.



ARMONIA

Che rapimento d'estasi
vela i miei occhi limpidi...

che soffio immacolato
disperde le mie ansie...

che gioia senza confini
tende in volo i miei pensieri...

ogni volta che il tuo cuore
docile si dispone
al canto del mio amore.

Ma che disagio immenso
distorce l'armonia
quando trama il desiderio!



CANDORE

Bianca colomba
istigatrice dei miei sogni
ti levavi dal suo sguardo
e sorvolando l'orizzonte
mi guidavi nel sublime.

Ma, ahimé,
troppo forte cantò
il mio cuore invaghito
e sventurata lei
l'udì.

Come io il battito d'ali
che ti portava via
per sempre.



COS'E L'AMORE

Cos'è l'amore...
se non un capace contenitore
ove canalizzare le nostre brutali passioni
abilmente mascherate da nobili intenzioni.

Cos'è la donna...
se non l'estremo baluardo
d'una corazzata inaffondabile
dipinta di rosa.

Cos'è la vita...
fin dal primo istante in cui vieni alla luce
se non un lento ed irreversibile processo
del nostro organismo in decomposizione.

E cosa sei tu...
se non il piolo di una scala
in rotta verso la conquista
di una nuova delusione.



TRAMONTO

Assolto il suo mandato
si cala il sole
in un'oasi di pace.

Ogni sera in quest'ora
nell'intimo sento
una mano impietosa
che tesse la tenebra
del mio fallimento.



NON HO VANGELI

Non ho vangeli da sconfessare
né astrazioni da divulgare.
In me si compone il nodo
che lega la terra al cielo.



NOSTALGIA

Da quest'assedio di ricordi
in cui mi sono recluso
infiammo gli orizzonti
per dare luce ai tuoi ritorni.

Sapessi com'è dolce,
dolce amore,
avere tanta fede
nel proprio dolore.



NIDO

Terrificante
il rude impatto col giorno
per un sogno alato
e clandestino come il nostro.

Incauti e inquieti
vagavamo anime immerse
nell’ombra del rimorso
celando l’oro d’assillanti tenerezze
allo sguardo severo di Dio.

Finché l’oscurità
complice intrecciava per noi un nido
e approdavamo nell’oblìo.



RICORDO D’UNO SGUARDO

Non so cosa cercassi
quel giorno che violasti
l’abisso dei miei occhi…

ravvivando nel mio cuore
dopo un lungo inverno
il tepore della poesia.

Ricordo che eri pallida
come un’alba di gennaio
ed io…
amo il candore.

Eri spoglia
d’ogni vanità terrena
ed io…
amo la povertà.

Eri lontana dal fragore
di chi ti stava accanto
ed io…
amo il silenzio.

Eri avvolta
nel tuo regale manto
di grazia celestiale
ed io… per un attimo…

ho creduto che fossi un angelo.



UN GIARDINO

Un giardino che d'inverno
dia rose rosse come queste
sente in sè ormai matura
l'ultima fioritura.



OASI

Lasciami riposare
per un’ora fra le tue braccia
all’ombra del tuo sguardo
col conforto del tuo respiro.

Lasciami bere
alla fonte del tuo amore
perché sono un uomo
e ho sete di baci e carezze.

Lasciami sognare
che tu sia stella cometa
che mi guida verso l’eterno
e patria tua sia il cielo.

Poi...
lasciami andare
e non odiarmi
se ti spezzo il cuore.



SE NON HO IL CUORE

Se non ho il cuore immerso in Dio
la mente rivolta a Dio
le mani impiegate nel servizio di Dio
sprofondo a un passo dall'inferno.



UNA ROSA

Una rosa
è sbocciata con tenacia
fra i rigori dell'inverno
nel deserto del mio cuore.

Una rosa che rapisce
tanto è soave il suo profumo,
una rosa che ferisce
quanto acute le sue spine!

Una rosa maturata
in un terreno tanto arido,
una rosa che profuma
di primizie dello spirito.

Una rosa preziosa
che non può appassire
fra quattro mura
anguste di un amore.



CHIARA

Chiara...
dagli occhi deliranti
d'inquietudine
ogni volta che mi guardi
lo fai come se mi odiassi...

Chiara...
sapessi come cattura
quel tuo morso accattivante
di pantera.

Rapita dal tormento
del tuo appassionato
cuore spento
fiondi le tue notti
verso albe
dai colori assurdi.

Chiara, folle Chiara,
negli eccessi del tuo volo
ti schianterai contro un miraggio.



NOTTURNO

Il tuo sguardo
si è a poco a poco raddolcito,
sulle tue labbra avare
sono riuscito a catturare
qualche timido sorriso fuggitivo.

La follìa del tuo volo
sembra venir meno,
nel tuo cuore è cominciata
la stagione del disgelo.

La luna stanotte
è piena di stupore,
una fiaccolata di stelle
brilla sulle tue gote.

La poesia si fa musica
appassionata e tenera
ogni volta che accarezza
un riflesso della tua grazia.



PROFILO

Ieri ti guardavo...

da lontano contemplavo
il tuo profilo di donna...

l’abbandonarsi quieto
di quei capelli neri
sul candore della tua spalla...

l’armonia dei tuoi fianchi...

la struggente poesia
della tua gonna.

Impenetrabile e sinuosa
attraversavi senza fretta
l’orizzonte d’un poeta...

disseminando nel suo cammino
gli splendori del tuo oro.



PRESAGIO

Mi hanno detto che il tuo cielo
si è velato d'un grigio cupo,
d'un oscuro presagio di morte.

Le rose più rosse del tuo giardino
alla cui ombra sei cresciuta
e nel cui seno ti sei beata
stanno appassendo.

Chi ti consolerà
nell'ora del dolore
quando la terra tremerà...

quali mani asciugheranno
le tue perle preziose?



SCHIAFFO

Quanto violento
e inatteso lo schiaffo,
quanto profondo
lo smarrimento.

Grida di sangue
allibito nel cuore,
tonfi pesanti
di lacrime amare.

D'un colpo appassite
tutte le rose,
intirizziti tutti
i miei versi.

In questa festa
di luci d'aprile,
in questo giardino
incantato del cuore...

è piombato il gelo.



INCONTRO

Torniamo...
torniamo a tessere
la nostra fiaba di sguardi...
torniamo a sognare.

Torniamo a ricucire
punto dopo punto
la trama indistruttibile
di un amore impossibile.

Fronti levate contro il vento
torniamo ad orientare
le prue delle nostre navi
in folle rotta di collisione...

e avanti tutta!

Sarà bellissimo
ad un passo dal baratro
contemplare il tuo volto...

scongiurando l’impatto.



ULTIMO SGUARDO

Se la mia poesia
ti ha rincorsa con tanto affanno
ci sarà pure un motivo,
voglio crederlo fino in fondo
nulla avviene per caso.

Vieni...
calati nel mio mondo
e prendi ciò che ti appartiene,
sette respiri della tua vita
sette sospiri della mia poesia.

Poi con l'ultimo sguardo
fiondami dentro gli occhi
la tua anima gitana...

perché dia corpo e colore,
forma, profumo e sangue
alla mia anima prostrata.



SENTENZA

La radice del male
alberga negli anfratti del mio cuore
e germoglia la sua linfa
serpeggiando per le mie vene.

Ogni volta che da me
matura un frutto raro
come il bene
io so che non mi appartiene.



RITORNO

Non esattamente morire,
non proprio sparire.

Non interrompere il corso della vita
ma a poco a poco ripercorrere
il cammino a ritroso
ricalcando le orme dell'esistenza
con le sfere del tempo
che girano all'indietro.

Recedere fino al grembo primordiale
e da lì scomporsi e ritornare nulla.

Restituendo il dolore a piene mani,
le poche gioie distillate
con giudizio dalla vita,
le infinite ore di tedio
e d'inutile presenza.



SONO SEMPRE

Sono sempre più bui
i viali che percorro
e sprezzanti le solitudini
che incontro.



INFEDELTA'

Quando saprai
che fra mille insidie
ho camminato...

contro ogni vento
dentro l'uragano
di ogni mio tormento...

sferzato dai sussurri
stordito dai profumi
stregato dai bagliori...

franando negli abissi
in cui nemico di me stesso
mi ero avventurato.

Quando saprai...
per non essermi ucciso
mi riabiliterai.



DANNAZIONE

Chi mi ha precipitato
in questa stagnante disperazione
che penetra ogni istante
vissuto insieme a te!

Che trasuda da ogni istante
vissuto senza te.



PARTENZA

Il poeta se n'è andato!

Si è svegliato in piena notte
con il cuore
sopraffatto dall'angoscia...

gli occhi spalancati
su un abisso d'illusioni...

le mani sporche
di sangue innocente.

Ha sepolto i ricordi
ha raccolto i suoi stracci
e prima che il giorno fosse
si è lasciato partire.



COME UN MENDICANTE

Come un mendicante
che sia degno di mendicare
chiedo solo pane.



CONFESSIONE

Padre
il mio occhio è malato
tutto il mio corpo è nelle tenebre.

La carne del mio cuore
corrotta e vinta
da una perversa spirale
che seduce ogni mio potere.



AFFIDAMENTO

Questo miserabile cuore
ha versato il suo tributo d'amarezze
per imparare a disprezzare
ogni terrena consolazione.

Maria, te lo affido.

Investilo del legno della croce
e con la bontà del suo peso quotidiano
vieni a schiacciare la radice del peccato.



MISERICORDIA

Chissà se un calvario di peccati
potrà mai condurre alla salvezza!



A NICOLETTA

Ha onorato con garbo
il suo ruolo di sposa,
ha cementato con l'onestà
le fondamenta della nostra casa,
ha osteggiato con la fedeltà
le mie fughe verso la perdizione
e colmato di grazia
la sua natura di madre.

Trapassata
dall'aculeo del mio peccato
ha amato in me la sua croce.

Figlia prediletta di Maria
mai ha tradito le sue attese
ottenendo con la fede quel miracolo
che ha fatto di me un cristiano.



INVOCO IL DOMINIO

Invoco il dominio di Dio
prima che un vento perfido
pregandomi di seguirlo
mi pieghi al dominio di sé.



AMORE

Ti chinerai su di me
e mi solleverai
dallo squallore di un’esistenza
che invoca d’appassire
prima ancora d’illudersi
e gioire.

Mi curerai
come un figlio reduce
da mille crociate perse
con la mano armata
da un ardore insanguinato.

Nel tepore del tuo abbraccio
conoscerò l’indulgenza
d’un quieto grembo materno
e pregherò che si schiuda
soltanto alla certezza
d’essermi legato a Te
in eterno.



OFFERTA

Gesù
promesso sposo di ogni anima
che a Te ambisce
senza risparmio di lacrime
e preghiere.

Esalto la povertà
inneggio alla castità
predico l'obbedienza
ma guarda dentro di me
che cumulo di miserie.

Nulla ho da offriti
se non il costante sforzo
per esserti fedele.



IN VERITA'

In verità nulla ci tenta
se non il frutto del nostro degrado.



LIBERAZIONE

Ti ho avvicinata, Eterna Luce,
ed ho visto apparire
le mie opere malvagie.

Ti ho ascoltata, Eterna Sapienza,
ed ho sentito mille demoni inveire
nella bolgia infernale del mio cuore.

Ti ho creduta, Eterna Verità,
e nel puro abbandono filiale
ho compreso d'appartenere a Te
Eterno Amore.



LA VIA ANGUSTA

Con questo dono
immenso della fede
prendo anch'io ogni giorno
la mia croce...
e m'incammino.

Rassegnato a morire
passo dopo passo
nella gioia della pace
di nostro Signore Gesù Cristo.



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Introduzione a "I SEGRETI DEL CIELO" di Tiziana Mignosa

La poesia di Tiziana Mignosa è una poesia ad alta intensità creativa nella quale ogni parola, ogni verso assumono un peso decisivo producendo un nettare per palati fini da sorseggiare a poco a poco.

Una poesia di una bellezza autentica, Tiziana non cade mai in artifizi letterari, non concede nulla alla teatralità ma lascia che la musica della sua anima si rivesta di parole spoglie facendole vibrare di spiritualità.

Leggendo con attenzione le sue poesie, inoltrandosi nella sua indecifrabile intimità, abbandonandosi al suo multiforme sentire si percepisce una grande festa di suoni, di profumi, di colori...tuttavia si ha l'impressione che queste ricchezze giacciano "come sepolte" sotto una coltre di gelo.

E questo gelo io credo sia una sorta di paura che attanaglia la sua anima prediletta dal talento che l'autrice non riesce a liberare con la sola arma della parola.

Paradossalmente "quest'impronta di morte" che accompagna il fiorire dell'ispirazione di ogni sua lirica dà un fascino insuperabile alla sua opera e brani come "Nel foglio bianco"..."Sono il vento"...e "Lungo la notte" tracciano un solco profondo.

Mi auguro che Tiziana sia capace di lanciare il cuore oltre l'ostacolo aprendosi senza riserve ai richiami della verità sulla via che conduce alla vita..affinché questo suo tormentato percorso interiore possa trovare la sua foce ed esplodere in canti di gioia.

David Pierini 2007



Introduzione a "I MIEI SILENZI" di Alessandra Scarozza

Ho avuto la fortuna di essere stato il primo a leggere le poesie ed i pensieri di Alessandra, pagine che giacevano da anni sepolte dentro un anonimo cassetto dal momento che scrive fin dall'infanzia. Così ho avuto anche l'onore di scoprire a poco a poco la dimensione più profonda della sua anima, di inoltrarmi nei suoi segreti sentieri fino a giungere alla porta della sua cella interiore...e da lì scorgere un tesoro insospettabile.

La sua giovane vita, come del resto quella di molti di noi, è stata segnata dal dolore, un dolore costante che ha gravato come un cielo cupo sul suo cuore...un dolore che a volte ha assunto proporzioni intollerabili per la sua fragilità e l'ha fiondata ai confini della disperazione. Ma ogni volta dall'alto, miracolosamente, una mano amica sembra averla sollevata dalla polvere e riavviata nel cammino.

La certosina riflessione interiore scaturita per uscire dai momenti più bui si è spinta talvolta fino alla macerazione producendo frutti deliziosi per palati spirituali capaci di apprezzarli. Alcuni sui pensieri risultano talmente alti da sconfinare a pieno titolo nella mistica e per quanto lei si faccia piccina per defilarsi da questo ruolo troppo grande...non è possibile non notarlo e giustamente rimarcarlo.

La sua scrittura è come una pioggia notturna, una pioggia autunnale, una pioggia rasserenante, una pioggia delicata, una pioggia ininterrotta e densa di intimo tepore...il suo stile è lineare, sobrio e sempre accattivante. Mai si serve della parola, che per altro sa maneggiare con destrezza, per esibire virtuosismi e risplendere di luce artificiosa...in lei tutto quel che brilla è oro puro, tutto ciò che offre è cristallino.

Straordinaria la sua capacità di captare sensazioni, di elaborare finemente nella sua interiorità tutto ciò che percepisce fino a produrre immagini originali che rapiscono il lettore e lo affratellano al suo sentire. Sorprendente la sua capacità di stupirsi delle cose più semplici...cose che all'occhio dell'uomo del nostro tempo passano ormai inosservate.

Nelle rare occasioni in cui intinge la penna nel calamaio della speranza riesce a liberare la sua natura più vera, quella della gioia e far emergere la sua virtù più preziosa...il candore. Quel candore che se da una parte la rende vulnerabile ponendola indifesa negli angoli più esposti alle tempeste della vita dall'altra le dona una bellezza unica...inattaccabile dal tempo.

David Pierini 2010



A MILIU

Curite gente che pia fogu el maru...

Chi lu puda sapè
iu che scrieu in dialettu
ma pe unurà un amicu cume Miliu
me so mpruisatu pure purtannaro.

Me recordu cume fusse adè
le sere sbragati lì l'azzienda
a parlà e sparlà de se donne
che nun ce pudemi pià un capezzu.

Io, lù, Cesarò, Nicò, Baldì
e tutta la cumbricula de guasti
pe nun malacce de malincunia
ce mbriagami de cuiunerie.

C'ea na spina nfilzata dentru el core
che nu je pudea leà nisciun duttore
e na smania de perdesse nte su giogu
che nu je facea truà logu.

La matre lu spettaa cu la curona
la testa china le mà sotta el zuà
je a suspiratu dentru un Patrenostru
pregu per te e per chi deu pregà.

Dal giornu che se l'ha purtatu ia
me riati ntel core i libbri sua
que risu genuinu che rincora
quel piantu spasciunatu che cunsola.

Per quei viguli tenti de puesia
te scapicolli cu la fantasia
e nun ciai più paura de la gente
perché sai che ogni paesanu te parente.

Era el pueta, el maestru, el presidente
e per tanti era più d'un fratellu
ma quannu se spujaa da se curazze
me parea propriu un giugarellu.

Quell'omu bellu cume na criatura
lu edu cume era solu adè
e uria dije tantu do parole...
scialu a guardatte quantu te oju bé.

Dedicata ad Emilio Gardini amico e magnifico poeta dialettale.
I versi in corsivo sono tratti dalle sue poesie.



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